Il Born in Sicily adesso è legge

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Il Born in Sicily adesso è legge

da www.cronachedigusto.it del 07Novembre

 

L’agroalimentare ricompatta l’Ars, il parlamento siciliano. Sala d’Ercole, dopo un mese, torna ad approvare una legge e lo fa esitando il “Born in Sicily”.

Il ddl, proposto dall’assessore alle Risorse agricole e alimentari Dario Cartabellotta, prevede la tutela e la valorizzazione delle risorse genetiche in Sicilia.

In parole più povere, come recita la stessa legge  “la Sicilia è un laboratorio all’avanguardia nel quale prodotti autoctoni e importati si contaminano, attraverso diverse stratificazioni storiche e culturali, senza soluzione di continuità, mantenendo un’ innegabile e irripetibile originalità. E’ il caso dei vini di Sicilia ottenuti con le migliori varietà autoctone (Nero d’Avola, Grillo, Insolia, Nerello Mascalese, Moscato di Noto), degli oli di pregio Biancolilla e Nocellara, del pane nero di Castelvetrano realizzato con una vecchia varietà di grano, la Tumminia, dei prosciutti e salumi del maiale nero dei Nebrodi, e dei formaggi ottenuti a partire da vacche Modicane e Cinisare”. E sono solo alcuni esempi.

Il Born in Sicily prevede, innanzitutto, il “repertorio volontario regionale delle risorse genetiche”, una sorta di registro suddiviso in sezione animale e vegetale che raccoglierà varietà e razze locali. Sarà inoltre nominata entro novanta giorni una commissione tecnico-scientifica. Organo consultivo e propositivo composto da nove membri.

L’ assessorato regionale delle Risorse agricole e alimentari, sentito il parere della commissione tecnico-scientifica di cui all’articolo 7, approva linee di intervento per le attività inerenti alla tutela e alla valorizzazione delle risorse genetiche di interesse agrario.

Il Born in Sicily attribuisce all’assessorato, tra le altre, le seguenti funzioni. Studio e censimento su tutto il territorio regionale della biodiversità animale e vegetale di razze e varietà locali di interesse agrario; iniziative, pubbliche o private, tendenti a preservare e ricostituire le risorse genetiche, a diffonderne la conoscenza, il rispetto, l’uso e a valorizzarne i prodotti; azioni utili all’avvio delle procedure per l’iscrizione delle proprie risorse nei sistemi di certificazione nazionale e sviluppo delle procedure indispensabili per il potenziamento del sistema vivaistico regionale cominciando, ove previsto da norme nazionali, dalla conservazione delle fonti primarie; favorire ogni forma di aggregazione tra i produttori anche attraverso agevolazioni e vantaggi nell’accesso a formule di sostegno alla produzione e alla promozione secondo le vigenti normative; favorisce ogni forma di collaborazione con gli enti locali.

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